Archivio per Ottobre 2008

AtTentati

Conoscendo l’uomo, magari ci sarà rimasto un po’ male. Oltreoceano, due ragazzotti con idee imbecilli ordivano un piano per uccidere Obama, e il senatore dell’Illinois si è guadagnato, insieme ai due ottenebrati, un posto in primissima pagina in tutti i quotidiani italiani. Invece lui, Silvio Berlusconi, che di minacce in questi giorni ne ha ricevute più di duemila, ha dovuto accontentarsi di qualche trafiletto. Due giovani, infatti, hanno creato su facebook un gruppo chiamato “uccidiamo Berlusconi”, e in pochi giorni hanno già ottenuto migliaia di iscritti.

D’accordo, da una parte ci sono fucili veri e dall’altra solo raffiche di byte ormonali, ma le due incursioni giovanili avevano entrambe le stesse chance di successo di una riforma ecologica nel nostro Paese. Basti dire che il piano dei due acutissimi filo-nazisti americani era di girare per gli States come polli decapitati e uccidere persone a caso, concludendo il tutto con un assalto in macchina contro un corteo del senatore afroamericano, che sarebbe stato freddato sparando dal finestrino dell’auto in corsa. Scemenze contro scemenze, insomma. E allora perché questa disparità mediatica? Perché siamo più spaventati all’ipotesi di attentato ad un candidato di un altro Paese piuttosto che al nostro capo del Governo? Perché a Obama i titoloni e a Silvio le “brevi”?

Alla domanda, ovviamente, si potrebbe rispondere in moltissime maniere: soprattutto sarcastiche o spiritose. Ma la vera risposta potrebbe essere molto più seria. Da che mondo è mondo, l’uomo si spaventa quando viene privato del futuro: del passato solitamente non sa che farsene e del presente neanche se ne accorge. Il nostro Paese ha una sete smodata di futuro. Sbatte la testa contro le mura di una stanza buia, non sapendo dove andare, senza trovare vie d’uscita dall’eterno ritorno del – berlusconiano – uguale. Ecco perché anche una gocciolina di rinfrescante speranza di cambiamento qui viene accolta come fosse una pioggia tropicale. Ecco perché, da diversi mesi a questa parte, da noi Obama è sempre in prima pagina, mentre gli altri Paesi (tra cui la stessa America) al piano omicida dei due neo-nazi hanno dato ben poco risalto. Obama è tutto quello che qui noi non abbiamo: è giovane, determinato, parla chiaro e fa parte di una minoranza. E proprio per questo, probabilmente se si candidasse in Italia non lo voteremmo mai.

 

AnsIa

MILANO - Ieri piazza Duomo a Milano era divisa dalle urla giovani: da una parte gli scioperanti contro la Gelmini, dall’altra i fan di Amici ed Mtv. L’unica cosa che faceva silenzio era il pensiero.

AnsIa

ROMA -Dopo un anno e mezzo e 21 votazioni di lotta politica in seduta plenaria, è stato eletto dal Parlamento il nuovo giudice della Corte Costituzionale. Grande soddisfazione di tutto l’emiciclo: «E’ stata dura, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Adesso possiamo tornare a saltare le convocazioni parlamentari in santa pace».

AnsIa

PARIGI - Truffato on-line il presidente Sarkozy. L’Eliseo: «Rubata una cifra irrilevante». Per lui.

Singhiozzi di Eco-nomie

Forse, quando molti anni fa i cinesi pensarono di usare lo stesso ideogramma per le parole “crisi” e “opportunità”, pensavano ad un momento come questo. Quello, o ad un piano per far esplodere le caselle mail di tutto il mondo, vista la quantità di catene di sant’Antonio che oramai spacciano questa frase come neanche dei pusher ad un rave party. Evidentemente, tra le virtù orientali si annovera anche la chiaroveggenza, visto che probabilmente sarà proprio la Cina l’unico paese dalle gambe abbastanza forti da reggere alla mareggiata finanziaria che promette di spazzare via buona parte delle economie di tutto il mondo. Ma forse anche chi ora pensa di ballare sul filo del precipizio troverà un’occasione di rinascita da questo disastro.

Pensateci: in virtù della recessione causata dagli spettacolari esercizi acrobatici di qualche «miles gloriosus» del titolo in borsa, nei prossimi anni si ridurrà enormemente la quantità di consumi. Si compreranno meno macchinoni e si preferirà andare a piedi. Il numero di orti nel giardino dietro casa aumenterà esponenzialmente. In molti si faranno amici dei contadini e portare un cavoletto in tavola non produrrà più tanto biossido di carbonio quanto una nave da crociera. E magari a qualcuno verrà anche l’idea di installare un pannello solare sul tetto. Ci saranno meno tir sulle strade, meno palazzine nelle periferie, meno pellicce nelle vetrine. La convenienza dell’ecologia potrebbe finalmente emergere da quel mare di vita a scomodità ridotta che fin qui l’aveva affogata.

Un’opportunità c’è davvero, se ci si abbandona ad un modello diverso. L’Italia, però, da campione di tutti i paesi “vecchi”, in un schizofrenico scatto di coerenza si sta già facendo notare alla Ue per le richieste di dilazionare gli obiettivi ecologici per il 2020. Come i capitani di una volta, vogliamo affondare con la nave che ci ha portato fin qui, e la guardiamo scivolare lentamente verso l’abisso nel silenzio. Un tempo però il capitano rimaneva, ma l’equipaggio e i passeggeri se la battevano a remo spiegato. Magari potrebbero aprirci i portelloni, che qui c’è qualcuno che vorrebbe scendere.

AnsIa

ROMA - Il Governo prepara la linea dura: «Carcere per chi inquina il mondo con le cartacce». E c’è già chi studia l’emendamento: «Non se sono azioni bancarie».

AnsIa

ROMA - Il Papa rassicura i fedeli: «I soldi vanno e vengono, solo la parola di Dio è solida». Infatti, come le azioni lehamn Brothers, prima della crisi di fiducia nella Chiesa degli ultimi 50 anni, il suo rating era AAA.